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SOS cervicalgia: ecco come aiutare i nostri pazienti

Quanti pazienti sono corsi da te lamentando di soffrire di cervicalgia? Dal lungo corso della nostra esperienza possiamo dirlo: moltissimi! Ecco perché oggi vogliamo affrontare in questo articolo la cervicalgia, in un excursus per fare il punto della situazione, scoprire quali sono le sindromi più diffuse e fornirti qualche suggerimento per ampliare il tuo bagaglio professionale!

Dolore alla cervicale: più comune di quanto si pensi!

Secondo una stima del 2018, circa il 66% della popolazione mondiale soffrirà di dolore al collo nell’arco della vita. Basti pensare che solo nel 2007 il dolore al collo è stato uno dei motivi per cui un paziente ha deciso di ricorrere all’utilizzo di medicina complementare e integrativa (CIM).

Il dolore al collo non specifico è stato, dunque, ed è tutt’ora responsabile di una significativa percentuale delle visite agli operatori sanitari e dell’assenza da lavoro a causa del modo in cui interferisce nelle attività quotidiane.

Tra le fonti di dolore al collo più comuni vi è sicuramente la sindrome da dolore discogenico cervicale, ovvero la cervicalgia. Sebbene sia una patologia che può colpire entrambi i generi, ne sono più affette le donne degli uomini e, soprattutto, con maggiore frequenza all’aumentare dell’età. Tuttavia, il dolore causato dal disco stesso non è stato finora chiaramente definito e la sua diagnosi e il trattamento sono sempre stati controversi. In ogni caso, fra le diverse cause troviamo:

  • influenze meccaniche: come sedersi con una flessione del collo prolungata o con una postura protratta della testa, con una flessione attiva frequente e ripetuta, movimenti improvvisi inaspettati e un trauma;
  • invecchiamento: il disco perde naturalmente idratazione e diventa meno flessibile e resistente. Inoltre è più probabile che si creino crepe e lesioni in un disco con un contenuto percentuale d’acqua inferiore;
  • lesioni alla colonna vertebrale legate ai traumi o alle sollecitazioni sportive.

Cervicalgia e neurodinamica: quale correlazione?

I test neurodinamici sono usati per valutare la meccano-sensitività dei tessuti neurali rispetto alle strutture muscolo scheletriche che attraversano o che si pongono in relazione con loro. Nello specifico i vari test neurogenici specifici per le varie strutture nervose sono strutturati e disegnati per valutare l’adattamento strutturale e i processi pato infiammatori e pato meccanici presenti nel sistema nervoso durante il movimento e quanto lo stesso influisce sulla sensibilità del sistema nervoso in generale.

Essi valutano la risposta del tessuto neuronale rispetto al movimento articolare, la salute delle strutture circostanti e la risposta allo stress di tensione imposto al tessuto neurale (cioè l’intrappolamento multiplo o singolo nelle strutture anatomiche o le risposte alla compressione del sistema nervoso che influenza la complessiva mobilità nel sistema).

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